mercoledì 19 marzo 2008

Osservando gli Osservatori



Il settore MICE italiano, nelle sue declinazioni principali, gode di tre fondamentali rilevamenti statistici annuali: il Monitor sul mercato degli eventi, realizzato da Astra Ricerche per AdC (Agenzia della Comunicazione), l'Osservatorio sul mercato congressuale Italiano, promosso dal Convention Bureau della Provincia di Rimini, dalla rivista Meeting e Congressi e da BTC International e condotta dall'Universita di Bologna (attualmente disponibile esclusivamente con dati riguardanti il primo trimestre del 2007), e l'Osservatorio sul Business Travel, sempre condotto dall'Università di Bologna, ma per la rivista Turismo d'Affari.
Tre studi con target e campioni di riferimento profondamente diversi, ma che, insieme, riescono a dipingere un quadro complessivo dell'andamento del settore in Italia...

Tutte le indagini sono concordi nell'affermare che il 2007 ha registrato una delle migliori performance degli ultimi anni, e che le aspettative di crescita sono assolutamente rosee.

Per Astra, sono stati spesi in eventi ben 1.200 milioni di euro tra ottobre 2006 e ottobre 2007 (lo stesso studio, due anni prima, vedeva un investimento di soli 960 milioni di euro): una cifra senza dubbio consistente, con una previsione, per il 2009, di 1.400 milioni di euro.
Una crescita quasi regolare, di circa 100 milioni di euro l'anno, che connota il mercato degli eventi come il media che ha il secondo tasso d'incremento più elevato (dopo Internet, naturalmente).

Per l'Osservatorio sul Business Travel, in questo settore la spesa è cresciuta dal 2006 di circa 1.700 milioni di Euro, e quasi la metà (il 44%) degli intervistati dichiara che la spesa complessiva aumenterà nel prossimo anno, mentre solo il 3% ritiene che vi sarà una contrazione. Dati senza dubbio importanti, che confermano l'importanza del settore...

Anche l'OCI ci da notizie positive, dichiarando una crescita nel settore di oltre il 17% nel solo primo trimestre 2007. Ma anche gli altri dati fornitici sono importanti, perchè ci informano che è aumentata la dimensione media degli eventi ospitati (+9,43%) e si è allungata anche la permanenza media degli ospiti (+16,67%).

Un successo su tutti i fronti, per un settore che affronta ogni giorno serie difficoltà e subisce uno scarso riconoscimento del suo valore da parte delle autorità politiche che invece dovrebbero premiarne la virtuosità....

lunedì 17 marzo 2008

Riunioni e Brainstorming

"Se due uomini sono d'accordo su tutto, puoi star sicuro che solo uno dei due sta pensando." (Arthur Bloch)

domenica 16 marzo 2008

La Veillée des Abysses



Ho avuto la fortuna, in un periodo assolutamente denso come quello di questi giorni, di riuscire ad andare a vedere, a Catania, la prima italiana de La Veillée des Abysses, del giovanissimo James Thierrèe. La critica mondiale lo aveva già acclamato

Spettacolo straordinario, suggestivo e incantatore, capace di fondere insieme l'arte circense con l'estro teatrale, la danza e la musica.
E ciò che ne esce fuori è pura poesia.

Suggestioni sperimentali, senza dubbio, surreali, improbabili, ma davvero capaci di lasciare tutti a bocca aperta a sognare, immergendoti in una surrealtà improvvisamente vicina.

Uno spettacolo unico, che caldamente consiglio a tutti coloro che possano avere un'occasione di andarlo a vedere.
E soprattutto coloro che fingono di fare teatro o arte sperimentale, quando poi semplicemente si lasciano andare a narcisistici e incomprensibili deliri non capaci di emozionare.

Mi permetto di citarlo, in una sua recente intervista, perchè credo nelle sue parole si trovino tante verità scoperte nel sudore e nella fatica di un artista vero.
"Come me, come tutti, quello che gli spettatori chiedono, quello di cui hanno bisogno è essere trasportati da qualche altra parte. Un luogo magico dove si ritrovino delle vaghe reminiscenze, delle storie dimenticate, delle visioni immaginifiche, dei ricordi ingarbugliati… Non so spiegare in modo chiaro come le idee mi vengano. Io parto dalla materia bruta, da fatti concreti, da gesti semplici. Lo spettacolo si compone un passo alla volta, si modifica da solo attraverso le diverse sue rappresentazioni. Tutto è costantemente in divenire. Chi pensa di costruire un’opera ad ogni istante si rende conto fino a che punto i suoi elementi fuggano dal completo controllo del creatore stesso. All’inizio, immagino una storia, poi insieme ai miei artisti ci lavoriamo sopra. Gli artisti sono acrobati, contorsionisti, musicisti; io ascolto i loro desideri. Insieme, noi ascoltiamo il pubblico e le loro reazioni. Non solamente le manifestazioni di gioia, gli applausi, ma anche il respiro di una sala. Ciò è essenziale per mantenere il ritmo, oltrepassare la performance, il puro numero circense, e arrivare all’umanità delle persone. Esprimere lo “scorrere della vita”, lasciare che il cuore si apra all’innocenza ritrovata delle emozioni e delle risa, lasciarsi guidare dall’incanto surrealista delle immagini. E, soprattutto, crederci."

Un incredibile genio, dall'età di 4 anni a calcare i palcoscenici di tutto il mondo.
Figlio, e nipote d'arte.
Di un certo Charlie Chaplin.
Charlot.

lunedì 3 marzo 2008

Teoria e pratica

"La cosa più strana della vita è la totale mancanza di accordo tra teoria e pratica di vita" (Ralph Waldo Emerson)

venerdì 22 febbraio 2008

"Vorrei uno spettacolo unico..."

"...e mi serve per domani!"
Ormai sembra che questa sia diventata una formula routinaria della quale non si può più fare a meno.
Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che più un lavoro è sfaccettato, personalizzato, UNICO, più tempo è necessario per la sua realizzazione, o anche semplicemente per la sua progettazione.
Altrimenti si rischia un lavoro raffazzonato e che poco ha a che vedere con l'alta qualità dell'idea iniziale...

L'unicità pretende il suo tempo.
Ha i suoi costi.
Non esistono compromessi.

Pensate forse che capolavori come "Welcome 500" (ideato da K-events e vincitore degli European Best event Awards 2007) siano stato realizzati in pochi giorni?

venerdì 15 febbraio 2008

Storia del team-building


Qualche giorno fa un gruppo di studenti in visita presso i nostri uffici operativi mi parlava del team building come di un'invenzione dell'ultimo decennio.
La verità è ben altra, naturalmente, e per questo motivo mi permetterò di annoiarvi cercando di tracciare una rapida e concisa storia del team building...

Le prime avvisaglie del problema di "fare team" si possono rintracciare sin dai tardi anni '20, a partire dagli Hawthorne Studies, che analizzavano scientificamente cosa succedeva a un gruppo (naturalmente costituito da persone tutte facenti parte della stessa azienda) in diverse condizioni. Lo studio rivelò che il fattore più significativo era un accresciuto senso di appartenza al gruppo e alla realtà aziendale, quanto maggiore erano state le interazioni tra i colleghi.

Nel 1933, poi, Elton Mayo (che, guarda caso, era anche uno dei ricercatori originali degli Hawthorne Studies) illustrò con maggiore chiarezza quali erano le condizioni necessarie per uno sviluppo ottimale di un "lavoro di squadra"... ma qui la discussione diventa troppo lunga e complessa.

Basti dire che, ovviamente, gli studi non si fermarono con Mayo, ma proseguirono, in mano a importanti ricercatori, rivelando non soltanto i meccanismi che contribuiscono a irrobustire le fondamenta di ogni squadra, ma anche e soprattutto proponendo attività e suggerendo comportamenti capaci di sfruttare al meglio il potenziale del gruppo...

lunedì 7 gennaio 2008

Tanta pubblicità, ma cattivo prodotto...?

"La lealtà comprata col denaro, dal denaro può essere distrutta." (Seneca)