lunedì 22 gennaio 2007

Istruzioni per cambiare il mondo

"Chi crede realizza. Chi realizza cambia il mondo." (Rosario Salanitri)

martedì 16 gennaio 2007

Benvenuta!


Oggi è un giorno speciale.
Probabilmente non per voi, ma sicuramente per me, perchè è appena nata Cinzia, primogenita di Andrea, caro amico e compagno di tante avventure, anche lavorative.
E' stato con lui che abbiamo fatto i primi passi nel mondo dell'organizzazione di eventi, quasi 10 anni fa, e ancora oggi è il miglior critico (costruttivo, ovviamente) delle mie produzioni.

Auguri quindi, papà Andrea.
Auguri, mamma Anna.
E soprattutto auguri Cinzia, e benvenuta nello straordinario viaggio della vita.

lunedì 15 gennaio 2007

Apri gli occhi


E' una delle più emozionanti web-campaign che io abbia mai visto, qualitativamente eccellente dal punto di vista grafico, creativo e di trasmissione del messaggio.
Sto parlando della campagna contro la sofferenza minorile olandese fortemente voluta dal SIRE, una celebre fondazione per la pubblicità non-commerciale, in collaborazione con alcune tra le più importanti agenzie di comunicazione del paese (e si vede!).

Ci sono quindi diversi motivi per i quali dovreste visitare le loro pagine:
- per ammirare come si possono fondere perfettamente colori, veste grafica e musiche per trasmettere un messaggio in maniera assolutamente sinestetica e avvolgente;
- perchè si fa un'ottimo uso dell'interattività, ma senza esagerare, il che dovrebbe essere punto focale nella realizzazione di ogni campagna su internet (anche se sappiamo che spesso non è così);
- perchè finalmente ci si farà un'idea chiara delle potenzialità di una web-campaign ben pensata e realizzata;
- e soprattutto perchè dopo guarderete il mondo in modo diverso.
E potrete contribuire a cambiarlo.
Con un semplice click.

P.S: Come ho trovato questa campagna? Grazie a una segnalazione letta su disruption, blog su marketing, pubblicità e comunicazione che vi consiglio caldamente di seguire!

Seconda stella a destra...

”The pessimist complains about the wind. The optimist expects it to change. The leader adjusts the sails.” (John Maxwell)

mercoledì 10 gennaio 2007

Oltre il limite


Mi vanto di avere tra le mie amicizie uno dei più grandi illustratori del mondo, Alan Lee, già Premio Oscar per le scenografie della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli (per lo più, premio consegnatogli personalmente da Angelina Jolie... oh, invidia!).
In una delle nostre ultime chiacchierate, ha buttato lì una frase che è rimasta a lungo a rimbalzare nella mia mente. Discutevamo dei suoi dipinti (come sempre), e del fatto che guardando il prodotto finale (il film) era praticamente impossibile notare quali scenografie fossero in realtà disegni, modellini, o scene reali.
"Il punto non è se è reale, ma se è credibile", ha aggiunto lui.
E io non ho potuto che annuire.

Un discorso simile è affrontato da Seth Godin nel suo libro "Tutte le palle del marketing" ("All marketers are liars"), nel quale definisce il lavoro dei pubblicitari come quello di creare delle storie armoniche e plausibili. Non necessariamente vere, ma che siano vissute come tali da chi le ascolta.

Storie che devono essere speciali, straordinarie.
Sulla soglia dell'impossibile, ma senza varcare il limite della coerenza narrativa (che non è lo stesso della coerenza reale, naturalmente).
E già: nella comunicazione non ha importanza cosa è reale.
E' importante cosa è credibile.
E ti fa sognare di un mondo possibile.

martedì 9 gennaio 2007

Ognuno ha il team che si merita!

A volte non si riesce a vedere l'ovvio.
Ad esempio, che se si vuole un gioco di squadra, ci deve prima essere una squadra.
E' questa la lapalissiana verità che sfugge spesso ai nostri imprenditori.

Un manager di un'importante catena di ipermercati, infatti, mi confidava desolato delle misteriose "sparizioni" che avvengono nei suoi magazzini, soprattutto in prossimità delle festività.
Certo, con gli operai non aveva alcuna intenzione di prevedere le consuete (e dispendiose) attività di incentivazione e motivazione che organizza per la dirigenza interna e i partner nazionali, ma era anche piuttosto restio ad applicare nuovi sistemi di controllo e una politica a tolleranza zero, temendo un sempre crescente malumore...
Naturalmente, la cosa era un rumorosissimo campanello d'allarme del fatto che gli uomini del magazzino, e probabilmente anche i dipendenti delle filiali, non si sentivano e non si sentono parte della squadra aziendale.
Anzi, estendendo il concetto, che vivono l'azienda come un noi-operai contro voi-manager.

E' possibile fare qualcosa per risolvere questo atteggiamento?
Sicuramente si, e grossi marchi internazionali lavorano da anni nella direzione della creazione di un orgoglio aziendale che coinvolga davvero tutti, e nella realizzazione di una consapevolezza che l'azienda sia una sorta di famiglia.
Ci stanno riuscendo? I dati dicono di si.
E da noi?

lunedì 8 gennaio 2007

Il silenzio degli innocenti

”The day soldiers stop bringing you their problems is the day you have stopped leading them.” (Generale Colin Powell)