martedì 20 febbraio 2007

Quando si dice "giocare in borsa"!


Per una volta segnalo non un evento o una campagna promozionale, ma un locale notturno nel quale la creatività è stato il vero segreto di un successo insperato.

Come emergere in un mercato già saturo come quello dei locali notturni a Barcellona?
Senza dubbio si ha bisogno di un'idea nuova e dirompente, ed è proprio seguendo quest'ottica che è nato ormai da qualche tempo la Bolsa, un pub dove i prezzi delle bevande, mostrate su ben tre diversi schermi, salgono e scendono proprio come in borsa seguendo la legge della domanda e dell'offerta.
Un modo divertente e diverso dal solito per passare una serata con gli amici, soprattutto se siete studenti di economia (e in effetti pare che molti futuri broker si divertano a frequentare il locale per tenersi in allenamento).

Se vi trovate a passare da Barcellona, fateci un salto:
La Bolsa
Carrer Tuset, 17
Eixample

lunedì 19 febbraio 2007

C'è sempre qualcuno che ne sa più di te...

Se le cose non le sai, salle! (Luca Laurenti)

venerdì 16 febbraio 2007

Se mi leggi, dimagrisci!


C'era un tempo in cui i prodotti vivevano liberi, allo stato brado.
Era il neolitico del marketing.
Poi l'uomo pian piano imparò ad addomesticarli, ad allevarli e quindi a rivenderli. Senza marchiarli, perchè i suoi prodotti in fondo erano uguali a quelli dei suoi vicini. Lo zucchero è zucchero, e nessuno può dirne diversamente.
Era il far-west del marketing, quello che si vede nei film con Clint Eastwood.
Ma anche in questo far-west cominciò a delinearsi la necessità di differenziare prodotti che erano già differenti tra di loro, anche semplicemente perchè la manifattura dell'uno era di qualità superiore a quella dell'altro. La Colt era la Colt e sicuramente non era una Smith & Wesson.
E questo meccanismo funzionò tanto bene che qualche furbone decise che anche i suoi vecchi prodotti, anche se uguali agli altri, erano degni di una marchiatura personale.
Nulla di male.
Era solo la nascita dell'era moderna del marketing.

Ma ultimamente questo sistema di marchiatura personale, il branding, corre troppo sul limite della truffa.
Lo zucchero è sempre zucchero, lo dicevo poco fa, e una marca non ne influenza la bontà (anche se vogliono farvi credere il contrario). La sua formula chimica è sempre quella. Il prodotto è sempre quello.
La benzina è sempre benzina (addirittura diverse marche la producono nello stesso stabilimento).

...e l'acqua?
In questi mesi c'è una vera e propria guerra per la vendita delle acque minerali, ciascuna vantante miracolose proprietà che evidentemente ci erano sconosciute.
Alcune fanno dimagrire o stimolano la digestione, altre hanno effetti diuretici e molte sono "povere di sodio"... Ma sarà vero?
In poche parole, no.
E' stato questo l'unanime responso di un folto gruppo di chimici interrogati a proposito.
Le piccolissime variazioni di sali minerali tra una marca e l'altra ne influenzano (a volte) il gusto, ma non sono sufficienti a fare variare in maniera consistente le proprietà dell'acqua stessa.

Prenderò come esempio il caso dell'Acqua Vitasnella prodotta da Danone (e questa è la volta buona che mi procuro una bella querela):
Sull'etichetta è pubblicizzato a gran voce che contiene lo 0,002% di Sodio, solo che evidentemente i pubblicitari della Danone non hanno idea che, conti alla mano, questi significhi 20 mg di sodio in ogni litro d'acqua, che non è affatto una cifra bassa!
Infatti, nella tabella dell'analisi chimica e chimico-fisica risulta un'altra cifra, molto minore (3 mg/l). Ehi, geni del marketing, se proprio volete fare un errore, almeno fatelo a vostro vantaggio!
In ogni caso, la Società Italiana di Nutrizione Umana suggerisce un apporto di sodio medio pari a 3500 mg al giorno... considerando che l'acqua più ricca di sodio che ho trovato contiene 20 mg/l di sodio, la differenza reale sul vostro corpo, assumendo beviate 2 litri d'acqua in un giorno, è di soli 34 mg di sodio!
34 mg di differenza su un fabbisogno di 3500 mg! Mi viene da ridere solo a pensarci!
Ma l'assurdo si tocca quando si asserisce che l'acqua Vitasnella faccia dimagrire, quando tutte le acqua sono prive di calorie, e quindi non esiste una effettiva differenza tra di loro.
Per non parlare del "combatte la ritenzione idrica", quando questa è regolata da complessi sistemi ormonali sui quali ritenere che un'acqua possa avere un qualche controllo è pura follia!

Eppure mi riferiscono che l'Acqua Vitasnella ha ottimi dati di vendita.
Personalmente sospetto che nel dare credibilità alle sue mirabolanti proprietà, e quindi nel favorirne la vendita, sia il prezzo sconsiderato al quale è venduta (dalle mie parti, a circa 50 centesimi la bottiglia)... Se una cosa costa tanto, non può essere una bufala, no?

Ora attendiamo con ansia l'imbottigliamento dell'Aria Vitasnella (se la respiri, dimagrisci e risolve i problemi del fumo passivo).

martedì 13 febbraio 2007

Ciak! Buona la prima!


E' andata!
Sabato abbiamo svolto il primo dei demo-event programmati per quest'anno.
Nostri ospiti i rappresentanti di alcune tra le più importanti agenzie specializzate in viaggi incentive ed eventi business.
L'occasione, la presentazione della nuova edizione di uno dei nostri eventi più celebri: il Weekend in Giallo.

Come descrivere un Weekend in Giallo, in poche parole?
20 ospiti rinchiusi in una antica villa nobiliare ottocentesca, un misterioso delitto e ciascuno dei presenti che può essere l'assassino... riuscite a immaginare qualcosa di più divertente per passare un intero fine settimana, tra speculazioni alla Agatha Christie e colpi di scena alla Alfred Hitchcock?

Certo, il piacevole diversivo, questa volta, è stato vedere giocare e ridere insieme persone che, per lavoro, sono concorrenti diretti.
Nuove sinergie all'orizzonte?
La mia sfera di cristallo dice di si.

lunedì 12 febbraio 2007

Favole moderne

"Brands are built around stories." (Bill Dauphinais)

lunedì 5 febbraio 2007

La verità è dura a digerire...

"Marketing takes day to learn. Unfortunately it takes a lifetime to master." (Philip Kotler)

venerdì 2 febbraio 2007

L'invasione degli ultrapubblicitari!


Prendo spunto da un recente post su MarketingArena per ritornare su un argomento che mi è particolarmente caro: la sempre crescente invasione della pubblicità nei media tradizionali.
Anche io, come Stefano Guerra, ammetto di avere provato un senso di fastidio e disagio nel vedermi apparire, negli ultimi giorni, nella parte bassa dello schermo tv, e durante la proiezione di un film, una pubblicità.
Non ricordo neanche quale, ma questo poco importa (dovrebbe importare a chi paga lo spot, comunque).
Intendiamoci, non sono un anti-pubblicitario. Anzi, è vero il contrario. Semplicemente ritengo che la pubblicità tradizionale abbia valicato da tempo la soglia d'attenzione di una persona media. Si stima che siamo bombardati da circa 3000 messaggi pubblicitari al giorno. E la cifra cresce ancora.
Davvero è possibile rimanere colpiti da tutti?
E' ovvio che oggi si punta più sulla quantità che sulla qualità, ed è un vero peccato, perchè quando ci si riesce a discostare dalla massa, la pubblicità funziona ancora.
Per questo le più importanti agenzie pubblicitarie mondiali stanno sempre più puntando su media-mix che sappiano fondere le potenzialità della pubblicità tradizionale con i nuovi media (internet, in primis) e con il below the line.
Producendo campagne promozionali avvolgenti e avvincenti, capaci di divertire e di fare sognare, ancora una volta.